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GLI OBIETTIVI DELLA CONFERENZA METROPOLITANA DELLE DONNE DEMOCRATICHE

Come neocostituita Conferenza Metropolitana delle Donne Democratiche vogliamo che il tempo delle donne sia adesso.
 
In una fase storica di profonda crisi dei valori della sinistra,  in cui il Partito Democratico si interroga sulla sua identità e tenta di costruire una proposta politica che unisca la spinta ideale alla sfida concreta dei cambiamenti del nostro tempo, vogliamo che il pensiero politico femminile, i temi di genere, la democrazia paritaria, l’uguaglianza, la lotta alla discriminazione e al pregiudizio, siano considerati prioritari e non relegati nello spazio del “politicamente corretto”, dove rimangono lettera morta o, peggio, dove le istanze delle donne e le donne stesse,  vengono usate e strumentalizzate dal potere che, nel nostro partito e nella società italiana, è ancora maschile. Un cambiamento però è possibile. Gli esempi ci sono.Governi progressisti come quello socialista spagnolo di Pedro Sanchez stanno guidando la svolta in Europa, con una visione “progressista e femminista” che si concretizza nei fatti attraverso un governo a maggioranza femminile e che persegue politiche antidiscriminatorie in favore delle donne come l’abbattimento del gap salariale.Sahle Work Zewde,  in Etiopia,  appena eletta presidente, è a capo di una Nazione che esprime un governo formato per  metà da donne “perché con le donne si costruisce meglio la pace”. Questi principi sono anche nostri: siamo profondamente convinte che promuovere politiche femministe, far crescere le donne dal punto di vista sociale, politico, professionale, culturale, voglia dire far crescere la società nel suo complesso. Il Partito Democratico sta per affrontare un congresso cruciale a livello locale e nazionale. In Lombardia si rinnovano le segreterie provinciali e regionali. L’Articolo 1 c.3 del Regolamento della conferenza delle Donne Democratiche recita:  “La Conferenza promuove e verifica la pari rappresentanza di genere nelle assemblee elettive e negli organismi esecutivi di ogni grado, perseguendo l’obiettivo della parità anche per le cariche monocratiche, istituzionali ed interne, così come per ogni ambito della vita sociale, culturale ed economica, individuando nella democrazia paritaria un elemento di rinnovamento della cultura politica del partito e del paese”..Chiediamo che i candidati e le candidate degli organismi locali e nazionali sottoscrivano con la Conferenza Metropolitana delle Donne Democratiche un patto per la valorizzazione del pensiero e delle istanze delle donne perché il tema della cittadinanza femminile non sia un orpello decorativo ma la sostanza dell’agire politico della nostra comunità.Il patto comporta l’impegno dei candidati verso:
  • la realizzazione della democrazia paritaria con la presenza di una uguale rappresentanza maschile e femminile nelle liste di ciascun candidato e candidata e la sottoscrizione del Codice di autoregolamentazione interno, con l’impegno al rispetto di genere, anche nei dibattiti e negli eventi del Partito, la lotta alla discriminazione e alla violenza, accompagnato da un progetto di formazione sui temi delle donne e sul linguaggio non stereotipato che riguardi tutti gli iscritti al Partito;
  • l’impegno a inserire nei programmi congressuali l’obiettivo del superamento delle differenze fra donne e uomini fra le priorità del Partito democratico, facendo proprio il 5° goal di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU; le azioni per il suo raggiungimento dovranno essere trasversali a tutte le politiche, secondo il metodo del “mainstreaming di genere”. Da qui deriva la volontà di considerare le pari opportunità come condizione imprescindibile e punto di partenza a ogni questione politica, senza relegarle in modo staccato e a sé stante dagli altri obiettivi politici, in quell’ottica di trasversalità del tema che purtroppo anche al nostro partito ancora manca;
  • l’impegno a inserire nei programmi congressuali le battaglie per i diritti delle donne come la difesa della Legge 194, con la volontà di attivarsi per una sua compiuta attuazione, soprattutto in termini di prevenzione e maggiore consapevolezza di quanto concerne la salute sessuale e riproduttiva; il rilancio dei consultori pubblici, la difesa dell'autodeterminazione della donna e delle sue scelte, la lotta al DDL Pillon perché venga ritirato dall’agenda parlamentare;
  • l’impegno all’elaborazione di leggi che vadano nella direzione del superamento del gap salariale e di quegli ostacoli che impediscono alle donne il raggiungimento della parità in ambito lavorativo, sia nell’accesso al lavoro che negli step successivi di carriera, anche attraverso strumenti di prolungamento del congedo obbligatorio di paternità, assegni familiari, politiche sociali di potenziamento dei servizi per l’infanzia e di condivisione, per ridistribuire equamente i tempi di cura tra genitori, incentivando le misure a sostegno di tutti i caregiver;
  • l’attuazione di una concreta lotta alla violenza di genere, con adeguati finanziamenti e supporti alla rete delle realtà che si occupano di contrasto alla violenza e un rafforzamento degli strumenti di prevenzione, a livello socio-sanitario (consultori), a livello educativo con corsi di educazione alla sessualità, all’affettività e al rispetto di genere nelle scuole a tutti i livelli scolastici, a livello culturale, combattendo gli stereotipi  di genere e le immagini sessiste nella pubblicità e nella comunicazione;
  • la collaborazione costante con la Conferenza delle Donne Democratiche ogni qual volta emerga l’esigenza di fare opposizione per attacchi di qualsiasi tipo alla libertà e ai diritti delle donne conquistati fino ad oggi.
  • l’impegno a realizzare in sinergia e dare spazio a Scuole di Formazione che spieghino e facciano prendere coscienza di quanto ci sia ancora da fare in campi quali il lavoro, il salute, l’istruzione agli/lle amministratori/trici e agli/lle iscritti/e del nostro Partito, per impedire che fatti come quelli di Verona si ripetano.
  • l’impegno a sensibilizzare i circoli e chiunque realizzi iniziative a prestare attenzione ai tempi della politica, intendendosi sia la puntualità e la durata delle iniziative, sia le date e gli orari di convocazione, per incentivare la partecipazione delle fasce di età di donne e uomini che sono più assenti spesso perché lavorano e/o hanno una famiglia.
  • l’impegno a stimolare le amministrazioni alla realizzazione del bilancio di genere.
 
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